"Facebook è un social network che ti mette in contatto con le persone che ti circondano."
Questo dice, prima di entrare.
"Network" potrebbe anche essere a posto. Il "social" mette in guardia. In allerta, per fare uno squallido gioco di parole.
Persone vere, non più nick o blog. Ma non ci sono persone vere anche dietro questi ultimi?
Facebook ha la disarmante capacita' di ripescare dall'armadio - come si diceva qualche giorno fa - pericolosi scheletri.
Più semplicemente, di farsi contattare da personaggi che non si vedono da anni. E un motivo ci sarà.
Oppure da persone che si', si vedono anche, magari al lavoro o per strada, ma con cui non si e' mai andati oltre alle solite frasi di circostanza (io, per il brutto modo che sono fatto, preferisco allora evitare, glissare qualunque di questi avvicinamenti che non apportino sostanziali modifiche, definiamole nel brutto gergo dell'economia "valore aggiunto", al corso della giornata, non dico mica della vita).
Pero'. Ci sono dei pero'. Tolti questi contatti superficiali, presenze a me trascurabili, quanto io lo sono per loro, c'è una discreta cerchia di persone che si conosce un po' meglio. E allora fa piacere avere uno strumentino semplice per sapere che combinano, vedere le loro foto e, perché no, scambiare quattro chiacchiere, istantanee o meno.
Certo, ci sono altre vie per ovviare a questa carenza comunicativa, ma presi come siamo ognuno dalle proprie vite, con tutto il corollario di impegni, persone e priorità - e non ultima, magari, la distanza fisica - il facebook ha il suo perché. A patto di non rimanerci sotto, come (dice) il Mulo.
Poi ci sono gli outsider. Quelli che non vedi e non senti da una vita. E non che prima, una vita fa intendo, ci fosse questa frequentazione assidua.
Pero', anche qua c'è un pero' (il controllo ortografico di firefox non mi segna mai l'accento mancante: si vede che ammette la presenza di un albero e non le congiunzioni avversative, tra l'altro - ne convengo - piuttosto orribili per introdurre una frase): non ci vogliono tante ore o esperienze condivise per capire certe cose.
Per dirla con le sue parole: per quanto distante ed esile il filo non si strappa, e l'invisibile trama di ragnatele che ha fatto ci invischia con piacere.
Ci s'era "ritrovati" in occasione della pubblicazione del suo esordio. Poesie, mica bruschette. Una mail per avvisare della piacevole novità, qualche botta e risposta e poi stop: avevamo perso nuovamente le reciproche tracce, presi com'eravamo a girare da un posto all'altro, moderni nomadi per diverse ragioni e con differenti scopi.
A questo giro e' stato facebook.
Mi son detto: perché non provare a dare in pasto il suo nome al Trova Amici?
Il Trova Amici magari non li trova tutti, ne' te li porta al bar per farsi una bevuta ai vecchi tempi. Questa volta ha fatto il suo sporco lavoro.
Parte cosi' un nuovo aggancio e viene fuori, tra l'altro, questa cosa che riporto qua sotto. La raccolta non e' stata ancora pubblicata, ma spero che presto trovi fortuna. E un editore, si. Glielo auguro di cuore.
ps: gli asterischi sono stati messi da me per preservare quel minimo di.
ad A******
Questo viaggio non è andato poi così lontano,
questo viaggio è rimasto soltanto Milano.
E la cosa che dura da allora è la scadenza
di un amico di cui smarrisco e ritrovo la presenza.